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Mostarda di Voghera, una specialità da gustare con il bollito

Tra le tante eccellenze del territorio italiano, poche sanno valorizzare un grande piatto tradizionale come il bollito misto quanto la mostarda di Voghera. Il suo gusto agropiccante, caldo e avvolgente, nasce dall’incontro tra la dolcezza della frutta candita intera e la nota pungente della senape: un connubio perfetto per esaltare la morbidezza e la ricchezza delle carni bollite, soprattutto nelle stagioni più fredde.

Realizzata con pere, ciliegie, albicocche, fichi, zucca e scorze d’arancia immerse in uno sciroppo di zucchero aromatizzato, la mostarda di Voghera porta in tavola profumi antichi e sapori autentici.

Come molte specialità italiane, anche la mostarda ha declinazioni regionali diversissime: a Mantova è più legata alle mele, in Veneto si prediligono le mele cotogne, mentre in Piemonte si utilizza tradizionalmente il mosto d’uva. Una ricchezza di varianti che racconta la storia e la creatività delle nostre cucine.

Che cos’è la mostarda di Voghera

Il termine “mostarda” rimanda al francese moût ardent, ovvero “mosto ardente”: una salsa ottenuta un tempo dal mosto cotto addizionato con semi di senape, impiegata per accompagnare arrosti e carni saporite. La versione vogherese, invece, deve la sua fama alla frutta candita intera immersa in uno sciroppo profumato e arricchito dall’essenza di senape, che regala alla mostarda quella tipica nota piccante.

La presenza della mostarda di Voghera è documentata già nel XIV secolo: in una lettera del 1397, Gian Galeazzo Visconti – Duca di Milano – richiese al Podestà di Voghera un intero mastello di “frutta candita senapata”, una preparazione che corrisponde molto probabilmente all’odierna mostarda. Un prodotto, dunque, destinato ai banchetti nobili e ai palati più raffinati.

Ciò che rende unica questa specialità è l’utilizzo di frutta intera mista, scelta con cura e lavorata secondo un metodo preciso. Dopo una lunga macerazione in acqua e zucchero, la frutta viene cotta in un liquido dolce e speziato con essenza di senape fino a raggiungere la consistenza ideale. Il risultato è una preparazione intensa, equilibrata e mai stucchevole.

Una volta pronta, la mostarda viene conservata in vasi di vetro o di terracotta, sigillati ermeticamente per mantenere tutto il suo aroma.

Tutti gli abbinamenti

La mostarda di Voghera è estremamente versatile e può trasformare piatti semplici in vere esperienze gastronomiche. Tra gli abbinamenti più apprezzati ci sono i formaggi, soprattutto quelli dal carattere deciso come Parmigiano Reggiano, gorgonzola o brie. Anche i formaggi freschi e delicati, come la crescenza, trovano nella mostarda un ottimo contrasto.

Ma il matrimonio più riuscito rimane quello con la carne. Cotechino, lessi, arrosti e soprattutto il grande classico emiliano: il bollito. Con la sua dolcezza e la sua nota piccante, la mostarda riesce a dare nuova profondità alle carni bollite, equilibrandone la struttura e donando al piatto un’armonia irresistibile.

È una ricetta che unisce tradizione contadina e gusto contemporaneo, lasciando spazio alla fantasia e alle varianti personali.

E se vuoi provarla nel suo abbinamento più autentico, all’Antica Trattoria La Busa la serviamo accanto al nostro amato carrello dei bolliti, una selezione di tagli e preparazioni che raccontano la storia culinaria di Modena. Un incontro di sapori capace di lasciare il segno.