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Quadretti in brodo con i fegatini: una tradizione contadina

Dopo anni in cui l’alta cucina ha privilegiato piatti elaborati e ingredienti esotici, oggi la cucina della memoria sta vivendo una nuova, meritata primavera. Sempre più spesso si torna a riscoprire le ricette contadine, nate dall’ingegno e dal rispetto per la materia prima, capaci di raccontare un territorio meglio di qualsiasi piatto costruito.

Tra queste, i quadretti in brodo con i fegatini rappresentano una delle espressioni più autentiche della tradizione modenese. Un piatto semplice solo in apparenza, intenso e profondamente confortante, che affonda le radici nella cucina domestica delle campagne emiliane.

I quadretti in brodo sono una minestra calda e nutriente, dove la pasta fresca all’uovo incontra un brodo bollente e profumato, arricchito dai fegatini di pollo. Nascono come piatto di recupero: la sfoglia avanzata dalle lasagne della domenica veniva tagliata a piccoli quadretti, mentre i fegatini provenivano dalla gallina utilizzata per preparare il brodo. Nulla andava sprecato, e proprio da questa economia nasceva una cucina ricca di sapore e di senso.

Come realizzare un autentico piatto di quadretti in brodo

In Emilia-Romagna non esistono solo tortellini: le minestre in brodo sono da sempre protagoniste delle tavole, soprattutto nei mesi più freddi, quando servono piatti capaci di scaldare il corpo e l’anima.

Per preparare dei veri quadretti in brodo con i fegatini, si parte dalla pulizia accurata dei fegatini di pollo, eliminando nervetti e impurità. Vanno poi tagliati molto finemente, meglio a piccoli cubetti, così da garantire una cottura uniforme.

In un tegame si fa sciogliere una noce di burro con uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino. Quando il fondo è profumato, si aggiungono i fegatini e si lasciano rosolare pochi minuti, fino a doratura. Questo passaggio è fondamentale: serve a sigillarli, evitando che risultino gommosi. Una volta rosolati, si tritano finemente e si tengono da parte.

Rezdora modenese che taglia la pasta all'uovo

Nel frattempo, si prepara la pasta fresca all’uovo, tirando la sfoglia sottile ma non troppo, come insegnano le rezdore modenesi. La sfoglia va poi tagliata a quadretti: piccoli, ma con una certa consistenza, capaci di tenere bene la cottura nel brodo.

Si porta il brodo a ebollizione, si cuociono i quadretti e solo alla fine si aggiungono i fegatini, lasciando insaporire il tutto per un ultimo minuto.

Un dettaglio importante, che fa parte della tradizione: niente Parmigiano Reggiano. L’equilibrio del piatto è già perfetto così.

Altri piatti modenesi con le interiora

La cucina modenese vanta una lunga tradizione legata al quinto quarto, fatta di piatti intensi e sinceri. Oltre ai quadretti in brodo con i fegatini, troviamo ricette come i maltagliati con le rigaglie di pollo, le tagliatelle al sugo di fegatini oppure i rognoni trifolati, preparati con cura e cotti rapidamente per mantenerne la morbidezza.

Non mancano preparazioni più rustiche, come il fegato di maiale con cipolle, tipico della cucina contadina, o le frittate di interiora, nate per valorizzare ogni parte dell’animale. Sono piatti che raccontano una Modena autentica, fatta di stagioni, di rispetto per la materia prima e di sapori decisi, senza compromessi.

Se vuoi provare la vera cucina modenese, quella delle ricette tramandate nel tempo e preparate come una volta, ti aspettiamo all’Antica Trattoria La Busa, per riscoprire insieme i sapori più autentici della nostra tradizione.